Tante le personalità tra i doppi ex interpellati alla vigilia di un Roma-Juventus cruciale per la lotta al 4° posto. Oltre a Fabio Capello, anche Angelo Di Livio, seppur senza esordire con la Magica, ha detto la sua a Il Tempo, partendo dai primi ricordi legati a giallorossi e bianconeri: “Ricordo tante sfide sia da tifoso, quando ero ragazzino, che da giocatore. Sono state partite sempre molto sentite, anche sponda bianconera. È una gara delicata, La Roma deve vincere o potrebbe dire addio alla Champions con una sconfitta, mentre la Juventus può anche permettersi di gestire”.
Sempre difficile sbilanciarsi in un pronostico quando si tratta di due grandi squadre opposte l’una all’altra in match così delicato per la classifica: “La Roma sta vivendo un grandissimo momento. È vero che non vince gli scontri diretti ma Ranieri ha riportato entusiasmo. Nella Juventus c’è stata una scossa con il cambio di panchina. Prevedo una partita un po’ bloccata, in cui gli episodi possono fare la differenza. La Roma può contare sull’Olimpico pieno, ma fatico a non vedere la Juve tra le prima quatto”.
Impossibile non soffermarsi su Sir Claudio e su chi lo sostituirà: “La chiave di Ranieri è la semplicità di un grandissimo uomo ed esperto di calcio, oltre al carattere dei giocatori. La squadra veniva contesta e lui ha rimesso tutto in ordine. A volte basta poco, gli scienziati del calcio non mi piacciono. Il nome giusto per l’anno prossimo? So che c’è una lista e che la Roma sta trattando con diversi. Mi piacciono Mancini e Pioli, ma per il dopo io prendo Gasperini. Lo conosco, so come lavora dal punto di vista tecnico e fisico e questa squadra può far bene con lui”.
“Esordire con la Roma avrebbe fatto felice mio papà”
Un ultimo passaggio dell’intervista Di Livio l’ha dedicato al piccolo rimpianto di non essere riuscito a vestire la maglia della prima squadra giallorossa, nonostante il tifo e le giovanili proprio nel club della capitale: “Esordire con la Roma avrebbe fatto felice mio papà, che p un grandissimo tifoso romanista, come tutta la mia famiglia. E poi non ho mai nascosto la mia fede giallorossa, era il mio sogno da bambino, ma purtroppo non si sono incastrati tanti aspetti. Nella mia carriera c’è stata tanta gavetta e sono comunque soddisfatto, perché giocare in Serie A e alla Juventus non è da tutti”.