Roma 10ยช con 20 punti e Juventus 6ยช con 32. Questa era la situazione di classifica durante il brindisi di capodanno, preludio ad un 2025 che si sarebbe rivelato, almeno fin qui, fuori da ogni logica per i giallorossi. Chi lโavrebbe detto che, poco piรน di tre mesi dopo, il match di ritorno contro i bianconeri sarebbe falso lโaggancio in classifica, o meglio il sorpasso, visto che in quel caso gli scontri diretti sorriderebbero alla banda di Ranieri. Da 12 a 3 punti di distacco, e di cose ne sono cambiate da allora, con lo stesso perรฒ unico obiettivo comune: la qualificazione alla prossima Champions League.
Tanto per prestigio quanto economicamente, ottenere il 4ยฐ posto risulta vitale per entrambi i club, che in estate hanno sostenuto spese di mercato importanti, ma la bagarre per un posto solo (due se consideriamo unโAtalanta risucchiata nella lotta) coinvolge tante pretendenti. 8 โfinaliโ da vivere tutte dโun fiato ed un calendario che sorride certamente piรน alla Juventus che alla Roma, ma la spinta di una rimonta sensazionale materializzata dai ragazzi di Ranieri puรฒ fare la differenza, a cominciare dalla sfida ad una Vecchia โnuovaโ Signora tutta da scoprire.
Se infatti i giallorossi gli scossoni gli hanno subiti nella prima parte di stagione, prima con il cambio De Rossi-Juric e poi con lโarrivo di Claudio lโaggiustatutto, i bianconeri sono freschi di esonero di Thiago Motta, durante la pausa per le Nazionali. Le sue idee non hanno funzionato, o forse non cโรจ stato il tempo di svilupparle, perchรฉ si sa, da quelle parti bisogna vincere subito senza se e senza ma. La Juventus 2.0 porta la firma di Igor Tudor, e se durerร piรน di 8 partite non รจ dato saperlo, ma pregi e difetti che la Roma dovrร sfruttare si possono giร trovare.
Metodo Tudor: carica e senso di appartenenza
Non partiremo come al solito dallโanalisi della gara dโandata (scialbo 0-0 alla 3ยช giornata), una partita che vedeva due tecnici giovani ed emergenti come De Rossi e Thiago Motta cercare di dare la loro impronta alla squadra, in due club che, con modi e tempi diversi, non hanno perรฒ dato loro fiducia. Prima di addentrarci sulle questioni tattiche che la nuova Juventus propone, ci preme soffermaci sul metodo Tudor, su tutto ciรฒ che, pur essendo extra campo, sta giร contribuendo a fare respirare unโaria diversa intorno alla squadra.
Dato non trascurabile, e lo abbiamo visto a Roma con De Rossi e Ranieri quanto questo possa fare la differenza, il tecnico croato รจ un ex bianconero, profondamente attaccato alla maglia e ben voluto dal pubblico, un qualcosa di importante per un ambiente arrabbiato, demoralizzato e comunque guidato in fin qui da un ex Inter. Lo striscione โBentornatoโ e i cori prima della gara contro il Genoa non sono un caso, per una tifoseria che apprezza un uomo che, nella conferenza stampa di presentazione, ha ricordato tanti aneddoti legati alla sua Juventus, che aveva quel DNA riconosciutogli a livello mondiale.
Senso di appartenenza dunque centrale per Tudor, esattamente come la carica che infonde ai suoi giocatori: il tecnico non ha mai mollato i suoi per un secondo, dal riscaldamento fino ai primi istanti di gioco, una personalitร che, anche mediaticamente, ha un impatto decisamente diverso dal piรน mesto Thiago Motta. Emblematiche le richieste rivolte a Conceicao prima di farlo subentrare, colte dalla Bordocam di Dazn: โChico, sai giร tutto, entri al posto Koop, parti fuori e poi vai dentro. Usa la testa quando andiamo a pressare, stiamo lร e andiamo forte. E fai golโ. Parole e body language che i giocatori stanno recependo bene.
Verticalitร e pressing con Tudor: i dati certificano il cambiamento
Solo una gara a disposizione di Ranieri per studiare la nuova Juventus disegnata dal tecnico croato, diversa in tutto rispetto a quella di Motta. Partendo dal modulo, un 3-4-2-1 suo marchio di fabbrica, con tre centrali di difesa solidi e vecchio stile, esterni a tutta fascia che non rinuncino alla fase di spinta, una coppia a centrocampo che abbini corsa e regia (perfetti Locatelli e Thuram), ed una trequarti libera di inventare alla spalle della punta.
Oltre alla disposizione in campo, completamente diverse sono attitudine e richieste di Tudor rispetto a Motta, un modo di sviluppare calcio diametralmente opposto. A certificare il cambiamento sono i dati a confronto, gentilmente offerti da Sky Sport, tra la sfida col Genoa e le precedenti tre partite: possesso palla diminuito dal 67% al 49%, numero totale di passaggi sceso da 623 a 416, lanci lunghi saliti da 31 a 51, nonchรฉ un aumento della percentuale dei passaggi in avanti dal 26 al 38%. A ciรฒ si aggiungono piรน dribbling, da 7,6 a 12, e percentuale piรน bassa di passaggi riusciti (dallโ88,9 al 80,5%).
Come si traduce tutto questo? Poca voglia di cincischiare con un lungo tiki taka in nome della ricerca della verticalitร , che porta a diminuire il numero di passaggi totale, a cercarne di piรน lunghi verso lโattacco, e che ne aumenta inevitabilmente la possibilitร di errore. Lโobiettivo รจ arrivare davanti rapidamente ed isolare al dribbling i vari Ylidiz, Nico Gonzalez e Conceicao. A ciรฒ si affianca una marcata propensione al pressing: nelle 11 partite sotto la sua guida, la Lazio vide aumentare intensitร (da 13.6 a 10.6 di PPDA) ed efficacia (da -0.97 a 2.11 di BDP) di tale dato, oltre agli xG da recuperi alti (da 23.5 a 33.8). Un quadro che la Roma dovrร avere ben chiaro.
Vlahovic carico, Nico Gonzalez ritrovato, Yildiz in campo e libero
Abbiamo parlato di carattere, di modulo e di attitudine che Tudor sta portando in questi suoi primi passi da allenatore della Vecchia Signora, ma dopo la vittoria contro il Genoa urge dare uno sguardo anche ai singoli. La coppia di centrocampo Locatelli-Thuram (Koopmeiners deludente e verso la panchina) puรฒ essere assimilabile a quella che Ranieri ha disegnato al suo arrivo a Roma, con un Paredes investito del ruolo di metronomo della squadra ed un Konรฉ pronto a correre e gettarsi su ogni pallone vagante. Chi perรฒ merita attenzione รจ sicuramente Nico Gonzalez.
Il suo apporto stagionale (3 gol e 4 assist in 27 partite) รจ stato ampiamente insufficiente fin qui, ma il nuovo ruolo cucitogli da Tudor sembra calzargli a pennello: contro il Grifone qualitร da esterno a tutta fascia, sgroppate da centometrista a spezzare la difesa avversaria ed anche una buona dose di sacrificio in fase difensiva. Cโรจ in oltre un Vlahovic carico dopo aver ritrovato titolaritร e 90โฒ (accaduto solo due volte con Motta nel 2025), che gode della fiducia del nuovo tecnico e cerca il gol, ed un Yildiz di nuovo in campo e finalmente libero, che ha nel suo repertorio reti da solista come quella con il Genoa.
Difesa obbligata, Soulรฉ puรฒ far male a Kelly
Tanti cambiamenti, qualche indicazione utili e inevitabili incognite accompagnano una Juventus che rimane una grande squadra con tante frecce al suo arco. Per ottenere il risultato pieno, sarร anzitutto importante per la Roma sfruttare il fatto Olimpico, che dalla sconfitta per 0-2 contro lโAtalanta datata 2 dicembre 2024 (la seconda di Ranieri in panchina) ha visto la squadra vincere 12 volte su 13 contando tutte le competizioni (solo il Napoli capace di fare 1-1). A maggior ragione contro una squadra rinfrancata dallโeffetto Tudor, accogliere i bianconeri in un ambiente di fuoco puรฒ risultare cruciale.
Poi cโรจ il campo, e questo dice che domenica sarร una Juventus con una difesa obbligata: Gatti ha riportato la frattura composta della diafisi del perone, cosa che gli costa almeno un mese di stop, e dunque ci saranno dunque Kalulu, Veiga e Kelly a comporre il terzetto arretrato. Proprio lโinglese, nel match contro il Genoa come nei precedenti, ha dimostrato di non essere impeccabile, tanto se puntato quanto nella gestione del pallone se pressato. Fondamentale sarร dunque Soulรฉ, chiamato a non far rimpiangere lโassenza di Dybala e pronto ad andare nellโuno contro uno con lโex Newcastle per saltarlo e creare superioritร .
Il braccetto di sinistra dunque uno dei punti deboli della Vecchia Signora, a maggior ragione se, poco piรน avanti, dovesse esserci un giocatore adattato come McKennie (Cambiaso verso il recupero per domenica). Parola ora allโOlimpico, nel primo atto che le due squadre devono affrontare per ottenere lโobiettivo Champions League: una Juventus che affronterร poi Lecce, Parma, Monza, Bologna, Lazio, Udinese e Venezia ha sicuramente un vantaggio rispetto ad una Roma che ha probabilmente il calendario peggiore delle contendenti al 4ยฐ posto, ma come dice Ranieri, una partita alla volta, e lo scontro diretto della capitale vale doppio.