La sconfitta patita per 2-0 contro l’Atalanta è stata l’ennesima di questo avvio di stagione della Roma. I giallorossi si possono lasciare alle spalle un trittico di partite che definire difficile è utilizzare un eufemismo. L’imminente futuro regala alla squadra un calendario abbordabile sulla carta e da rendere semplice, con prestazioni all’altezza delle aspettative. I capitolini starebbero già preparando la prossima sfida contro il Lecce, in programma sabato 7 dicembre alle ore 20:45 allo stadio Olimpico. Una gara estremamente delicata, contro un avversario in salute e che non avrà alcun timore reverenziale.
Il tecnico Claudio Ranieri dovrà sciogliere i nodi di un attacco sterile, dai numeri shock. Il focus va principalmente sui due attaccanti della Lupa, quell’Artem Dovbyk pagato a peso d’oro in estate ed un Paulo Dybala che è sempre stato considerato un leader sotto l’ombra del Colosseo. La Roma ha siglato solo 14 reti in 14 gare ed è quartultima per la differenza tra i gol realizzati e gli XG. Solo le coppie di Como, Empoli e Lecce – considerando i migliori marcatori della squadra – hanno inoltre fatto peggio del tandem composto dall’ucraino e l’argentino. L’ex Girona è 9° in Serie A, nella fattispecie, per big chance fallite.
Roma, serve più concretezza
La Roma sta facendo i conti con dei numeri offensivi da ultime zone della classifica. I giallorossi creano poco e segnano ancora meno. Prendendo la gara contro l’Atalanta come esempio, i capitolini sono riusciti ad impensierire Carnesecchi solo grazie a Mancini e lo stesso Dovbyk proprio nella ripresa, non dando però la sensazione di poter segnare e portare a casa il risultato. La Lupa pecca di concretezza.
Roma, mancano le soluzioni
La colpa, però, non va attribuita ai soli Dybala e Dovbyk. Già , perché alla Roma sta mancando anche l’apporto delle altre soluzioni avanzate. Matias Soulé continua a non riuscire ad entrare nei meccanismi, mentre Tommaso Baldanzi sembra essere sparito dai radar. Eldor Shomurodov non riesce ad incidere a gara in corso, mentre Stephan El Shaarawy è ormai diventato un elemento in grado di sacrificarsi da esterno tutta fascia. Ranieri cerca soluzioni, per far rendere il suo reparto avanzato.