Manca sempre meno ad un Roma-Juventus cruciale per la stagione di entrambe, e non c’è solo Paulo Sergio a parlarne. A Il Tempo è intervenuto il doppio ex Miralem Pjanic, partendo anzitutto con un po’ di amarcord: “Il confronto che porto nel cuore? Quello dove ho segnato a Gigi (Buffon, ndr) su punizione. Vincemmo 2-1 con gol mio e di Dzeko. Fu all’inizio della stagione ed era un momento importante per noi. Quando ho segnato lo stadio è esploso un momento indimenticabile. Ho passato circa 10 anni in Italia, il percorso più lungo della mia carriera e la scelta migliore che potessi fare”.
E la maglia giallorossa non si scorda facilmente: “Ho pianto quando sono andato via da Roma perché mi ero innamorato della piazza, sono stati 5 anni meravigliosi ma purtroppo non ho potuto vincere qualcosa come sognavo. Farlo lì sarebbe stato straordinario, un peccato aver incontrato una Juventus troppo forte. Oggi con quella squadra avremmo potuto vincere lo scudetto. A Torino ho vinto di più ma la maglia della Roma la sentivo, ho amato la piazza, i derby, tutto. È una città che ti fa sentire speciale, in pochi altri posti si avverte l’amore per il calcio con la gente che spinge”.
“Mandare via De Rossi il grande errore”
E in effetti quella Juventus, di cui poi ha fatto parte dopo che il club bianconero pagò nell’estate del 2016 la clausola di 32 milioni presente nel contratto, era oggettivamente difficile da battere, ma tante cose sono cambiate da allora: “In questo momento la Roma ha più stabilità, senza dubbio. La Juventus ha cambiato allenatore dato che i risultati erano sotto le aspettative. Per valori pensavo già ad inizio stagione che i giallorossi dovessero stare nella posiziona attuale, è stata troppo indietro finché non è arrivato Ranieri“.
Molto chiaro per Pjanic, e non solo per lui, dove la società abbia sbagliato al principio: “Il grande errore è stato quello di mandare via De Rossi, era troppo presto e la squadra ha subito uno choc. Non tutti erano d’accordo con quella decisione e soprattutto non se lo aspettavano. L’allenatore che è arrivato dopo non era all’altezza della Roma, mentre Ranieri è stato bravo a rimettere le cose apposto”.
“In pochi possono allenare la Roma, Allegri e Sarri profili giusti”
E proprio di DDR, suo ex compagni in giallorosso, ha parlato il bosniaco in forza al CSKA Mosca: “Mi sento spesso con Daniele, c’è sempre stato un rapporto di fiducia e rispetto sia in campo che quando ha smesso. Siamo rimasti amici e ci sentivamo anche mentre era allenatore della Roma. Sono rimasto molto sorpreso quando è sato cacciato dopo sole quattro partite. Mandare via De Rossi una mossa senza senso all’inizio della stagione. Lui ha tutto per essere un allenatore di grande spessore, conosco bene la sua visione di calcio ed è un peccato che lo abbiano bruciato così presto. Mi auguro, e ne sono sicuro, che in futuro possa essere un gran tecnico”.
Ma dunque chi può essere il perfetto prossimo allenatore dei giallorossi? “L’unico a sapere chi sarà il prossimo tecnico è Ranieri, insieme alla proprietà ovviamente. Ce ne sono tanti bravi, ma in pochi possono davvero stare in una piazza come Roma. Mourinho per esempio ha fatto molto bene ma aveva esperienza e grande carattere. Ha saputo gestire l’ambiente ed è stato amatissimo dalla gente. Dell’ambiente ti innamori facilmente, ma serve capacità di gestire i momenti difficili. Allegri e Sarri sono due profili giusti, ma penso che vada fatta una riflessione globale, anche in base alle caratteristiche dei calciatori”.