Roma Club Berlino: “Essere romanisti qui significa mandare avanti un ideale oltre i confini nazionali”

In questo nuovo episodio del format 'Tutto il mondo Tifa As Roma, l'ospite speciale è stato il Roma Club Berlino

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In questo nuovo episodio di ‘Tutto il mondo Tifa As Roma’ l’ospite speciale è il Roma Club Berlino, rappresentato dal presidente Carlo.

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QUANDO E COME NASCE IL ROMA CLUB BERLINO?

“Il Roma Club Berlino nasce circa una decina di anni fa in maniera ufficiosa. Nel senso che nasce dall’amore incondizionato di alcuni ragazzi per la Roma nella capitale tedesca in un periodo in cui sfortunatamente non c’erano le emittenti televisive di ora e non venivano date le partite italiane se non quelle di cartello. Quindi c’era difficoltà nel trovare un posto che proiettasse la partita a causa dell’assenza delle varie emittenti. La fortuna è stata poi con il culmine avvenuto in Champions League contro il Barcellona perché proprio in quell’anno iniziarono le prime emittenti televisive a far vedere anche campionati stranieri e anche i pub si aggiornarono, dandoci la possibilità di riunirci e vedere la Roma. Da là è diventato un qualcosa di duraturo e quindi nasce il Roma Club Berlino per questo motivo”.

COSA SIGNIFICA ESSERE ROMANISTI A BERLINO?

“Essere romanisti a Berlino significa mandare avanti un ideale al di fuori dei confini nazionali, romani, permettendo a tanti ragazzi qui presenti di avvicinarsi al mondo romanista. Grazie a noi possono avere la possibilità di abbracciare coloro che hanno vissuto la Roma in Curva Sud. Faccio un esempio di una mia esperienza ovvero la vittoria al Bernabeu di una quindicina di anni fa, ma ce ne sono anche di dolorose come quella di Manchester, a Budapest dove eravamo tutti presenti. Tutt’ora alcuni dei nostri sono abbonati in Curva Sud e appena possono sono pronti a sostenere la Roma allo Stadio con i nostri vessilli. Siamo associati all’A.I.R.C, associazione italiana Roma Club, e questo ci permette una visibilità all’Olimpico del nostro striscione. Tutto ciò è motivo d’orgoglio perché viene vissuto in maniera diversa rispetto a come si vive a Roma. La cosa bella è proprio trasmettere i valori della Roma”.

COME VI PREPARATE ALLE PARTITE?

“Siamo soliti guardare le partite in un pub che paradossalmente è collegato alla Roma e che si chiama Tante Kathe. Il suo significato in tedesco è Zia Kathe ed è il soprannome dato a Rudi Voller durante i Mondiali d’Italia ’90. Noi vediamo le partite in questo pub che è dedicato a lui ed è fantastico perché noi ci siamo trovati lì a vedere le partite. Noi beviamo rapidamente a un chiosco lì vicino prima della partita, ci sdraiamo sul prato quando ci sono belle giornate, facciamo due chiacchiere e poi si entra nel pub. Noi lo trasformiamo in una Curva Sud in miniatura e, nonostante siamo visti con scetticismo dai tedeschi, cantiamo a squarciagola davanti a uno schermo come se fossimo lì. La domenica o il giovedì di coppa siamo soliti avere 50/60 persone e in partite come il derby anche un centinaio. Nella finale di Conference arrivammo a duecento, trecento persone. Questo è qualcosa di fantastico perché anche le persone che si sono trovate lì per caso si innamorano di noi ed è come se trasmettessimo la passione per la Roma”.

OSPITI AL ROMA CLUB?

“Un mese prima della pandemia vennero Valerio Mastandrea e i fratelli D’Innocenzo, grandi tifosi giallorossi, perché erano al Festival del cinema di Berlino. Fonte d’orgolgio è stata anche la presenza dell’ambasciatore italiano a Berlino, ma anche quella di Luca Marinelli. Avere queste persone è simpatico, ma ancor di più lo è leggere chi ci scrive sui social perché è di passaggio a Berlino per venire a vedere la Roma. A noi ci riempi il cuore di gioia, è qualcosa di sensazionale e per noi sono questi i veri vip”.

DOVE POTREBBE ARRIVARE LA ROMA?

“Quest’anno se si riesce ad agganciare un posto in Europa è grasso che cola, soprattutto grazie al grande lavoro fatto da Ranieri. L’obiettivo è quello di entrare a stretto giro, il prossimo anno o fra due anni, in Champions League. Ma secondo me l’obiettivo primordiale è quello di riprenderci ciò che ci è stato tolto a Budapest. Sarei contento se quest’anno raggiungessimo il quinto o il sesto posto, nonostante l’infortunio di Dybala ci priva della nostra pedina fondamentale. Grazie alla mano di Ranieri e alla presenza degli altri giocatori, però, può essere sostituito a dovere”.

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